L’importante ruolo dell’Horeca nell’educazione al plant based

19 Novembre 2020

Il rapporto tra plant based food e la ristorazione si sta confermando sempre più solido. Da un lato ci sono i consumatori che possono seguire il loro regime alimentare anche fuori casa, mentre dall’altro ci sono i professionisti dell’Horeca che grazie ai sostituti vegetali possono ampliare la propria base clienti offrendo alternative gustose.

Infatti, non esistono solo burger ma ci sono sostituti di qualsiasi formato e tipologia di carne, dal manzo al pollo, passando per il maiale, per un mercato in fortissima espansione.

Natasha Linhart - CEO Atlante Natasha Linhart, CEO di Atlante, azienda di Bologna che sviluppa prodotti a base vegetale, oltre che essere il distributore italiano del marchio Vivera, sottolinea che l’Horeca riveste un ruolo importante nella “diffusione del verbo”.

«Quando si parla di sostituti vegetali, della carne ma non solo, la ristorazione gioca un ruolo importante. Volendo fare un parallelo col passato, possiamo paragonare l’universo plant based alla ristorazione giapponese di alcuni anni fa che, dopo la diffidenza iniziale, ha conquistato anche i palati più tradizionali». Non mancano, tuttavia, i rischi: «La rapida diffusione degli hamburger plant based made in Usa, favorita ovviamente da massicce campagne di marketing, sta generando nel consumatore l’associazione con cibo di bassa qualità. Tale assioma, oltre che sbagliato, è anche pericoloso, perché sta allontanando, invece che attrarre i consumatori, riducendo gli alimenti a base vegetale a delle semplici commodity». Le polemiche che negli ultimi giorni stanno imperversando sul media americani e sui social, pur avendo toccato marginalmente l’Italia, danno ragione a Natasha. In definitiva, l’Horeca nostrano è chiamato a un ruolo “educativo”, mostrando il lato buono del plant based. ovvero il valore In termini di sostenibilità e minor impatto ambientale delle proteine alternative, oltre a quello nutrizionale. Il progetto lanciato da Atlante va esattamente in tale direzione. «Abbiamo avviato una collaborazione con CIRFOOD per sviluppare sostituti vegetali della carne per le mense scolastiche. Un’iniziativa dei quali siamo particolarmente orgogliosi, perché permette davvero di educare i bambini a regimi alimentari più sostenibili».

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